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PRONTUARIO DEI TITOLI ABILITATIVI PER GLI INTERVENTI EDILIZI

Aggiornato a:

- D.L. 133 del 12/09/2014 c.d. "Sblocca Italia"

- Modulistica unificata pubblicata sulla GU n. 161 del 14/07/2014;

- Accordo tra Governo, regioni ed Enti Locali del 12/06/2014;

- Legge di conversione (n. 98 del 9/8/2013) del D.L. n. 69/2013 (c.d. "Decreto del fare") entrata in vigore il 21/8/2013;

 

Prima di addentrarci nel ginepraio dei titoli abilitativi e nel garbuglio di lavorazioni ad essi afferenti, consiglio di guardare il seguente breve video che farà sorridere sulle comuni difficoltà che andremo a trattare:

FILMATO (4' 05")

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DECRETO SBLOCCA ITALIA

Pubblicato sulla G.U. n. 121 ed entrato in vigore il 13 settembre 2014 il decreto "Sblocca Italia" modifica in più punti il Testo Unico dell'Edilizia, oltre naturalmente al Codice degli Appalti (materia particolarmente preferita dal legislatore quando si tratta di fare modifiche) e ad altre innumerevoli leggi varie.

Per quanto riguarda l'edilizia privata è in particolare l'art. 17 "semplificazioni ed altre misure in materia edilizia" ad introdurre le modifiche da apportare al D.P.R. 380/01.

In altri siti ed articoli reperibili sul web è possibile approfondire tali modifiche; in questa sede invece, in conformità  allo scopo della presente trattazione viene direttamente aggiornato il prontuario dei titoli abilitativi vigenti con l'intento di fornire informazioni pratiche, concrete ed operative riguardo ai titoli abilitativi da richiedere o presentare in Comune a seconda dell'intervento da realizzare.

Per una lettura più semplice e chiara, le novità introdotte dal decreto Sblocca Italia sono evidenziate in grassetto.

 

MODULISTICA UNIFICATA SUL TERRITORIO NAZIONALE

Con l'accordo tra il Governo, le Regioni e gli Enti Locali del 12/06/2014, sono stati adottati per tutto il territorio nazionale, i moduli semplificati ed unificati per la presentazione dell'istanza di Permesso di Costruire (PdC) e della Segnalazione Certificata di Inizio Attività (SCIA).

Le Regioni, ove necessario, possono adeguare in relazione alle specifiche normative regionali di settore, i contenuti dei quadri informativi dei suddetti moduli, limitatamente però ai quadri ed informazioni individuati come variabili. I comuni sono analogamente tenuti ad adeguare la propria modulistica in uso, sulla base dei moduli adottati.

Detti moduli sono stati pubblicati sul Supplemento ordinario n. 56 della GU - Serie generale n. 161 del 14/07/2014.

 

 

DOCUMENTAZIONE

 

  DOWNLOAD    

 

 

 

 Schema Accordo tra Governo, regioni ed

 Enti Locali del 12/06/2014

 

Scarica-modulo

 

 

 

  Modulo istanza Permesso di Costruire (PdC)  

(estratto dalla GU n. 161 del 14/07/2014) 

 

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  Modulo Segnalazione Certificata Inizio

  Attività (SCIA) 

   (estratto dalla GU n. 161 del 14/07/2014)

 

 

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MODULI ADEGUATI DALLE REGIONI

 

 

DOCUMENTAZIONE

 

 

  DOWNLOAD    

 

 

 REGIONE PUGLIA

 (moduli già unificati in precedenza con

  Deliberazione n. 334 del 7/03/2013)

 

 

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  REGIONE EMILIA ROMAGNA

  (Deliberazione n. 993 del 7/07/2014)  

 

 

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  REGIONE LAZIO - atto di indirizzo

  (Deliberazione n. 502 del 22/07/2014)

 

 

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  REGIONE PIEMONTE

  (Conformità modelli MUDE al DL 90/2014) 

 

  

 

LINK

   Portale on-line MUDE 

 

 

TITOLI ABILITATIVI

Verranno di seguito illustrati quali sono ad oggi i titoli abilitativi vigenti, fornendo le nozioni di base per comprendere - a seconda delle esigenze - quale sarà il titolo abilitativo necessario, e sarà inoltre riportato un "PRONTUARIO" nel quale vengono associate alle attività più diffuse i relativi titoli necessari.

Si evidenzia però, che in base al c.6 lett.a) art.6 DPR 380/01 viene data la possibilità alle Regioni di estendere la disciplina delle attività in edilizia libera con o senza comunicazione e relazione asseverata, anche ad ulteriori interventi rispetto a quelli previsti ai commi 1 e 2 dello stesso articolo. Il "prontuario" più avanti riportato, potrebbe pertanto dover essere "adattato" a seconda della Regione considerata.

 Si consideri comunque, che le Amministrazioni Locali e le Regioni non hanno però alcuna facoltà di modificare le definizioni degli interventi edilizi (ci si riferisce alle definizioni di "manutenzione ordinaria", "manutenzione straordinaria", "restauro e risanamento conservativo", ecc.) sanciti all'art.3 dello stesso DPR 380/01, e ciò sia in conformità al c.2 del medesimo art.3, il quale recita che "le definizioni di cui al c.1 prevalgono sulle disposizioni degli strumenti urbanistici generali e dei Regolamenti Edilizi" sia a seguito della sentenza della Corte Costituzionale n. 309 del 2011 con la quale è stato  sancito che "sono principi fondamentali della materia le disposizioni che definiscono le categorie di interventi, perché è in conformità a queste ultime che è disciplinato il regime dei titoli abilitativi, con riguardo al procedimento e agli oneri, nonché agli abusi e alle relative sanzioni, anche penali. L’intero corpus normativo statale in ambito edilizio è costruito sulla definizione degli interventi, con particolare riferimento alla distinzione tra le ipotesi di ristrutturazione urbanistica, di nuova costruzione e di ristrutturazione edilizia cosiddetta pesante, da un lato, e le ipotesi di ristrutturazione edilizia cosiddetta leggera e degli altri interventi (restauro e risanamento conservativo, manutenzione straordinaria e manutenzione ordinaria), dall’altro. La definizione delle diverse categorie di interventi edilizi spetta, dunque, allo Stato."

La "ratio" della sentenza trova pertanto anche ragione nel fatto che ad eventuali abusi edilizi corrispondono precise norme penali. le norme penali sono materia dello Stato, non modificabili dalle Regioni, e non è pensabile che in parti diverse dello stesso territorio italiano, si possano applicare pene diverse per lo stesso tipo di abuso: se ciò accadesse potrebbe verificarsi ad es. che a Milano la sostituzione edilizia con modifica della sagoma sia considerata "ristrutturazione edilizia"  (l'abuso sulle ristrutturazioni edilizie prevedono l'applicazione delle sanzioni riportate all'art. 33 del DPR 380/01) mentre a Reggio Calabria la sostituzione edilizia con modifica della sagoma sia considerata "nuova costruzione" (l'abuso sulle nuove costruzioni - per il quale il titolo ordinario è il permesso di costruire - prevede l'applicazione delle sanzioni riportate agli artt. 31 e 34 del DPR 380/01).  Tant'è vero con riguardo al suddetto esempio, che il DL 69/2013 (c.d. decreto del "Fare") ha definitivamente sancito che su tutto il territorio nazionale, la sostituzione edilizia viene ascritta agli interventi di "ristrutturazione edilizia", senza obbligo di rispetto della sagoma, ma con l'obbligo del rispetto della volumetria (N.B. nel caso di edifici vincolati, affinchè l'intervento si possa classificare come ristrutturazione edilizia, deve invece essere rispettata anche la sagoma preesistente).

ELENCO TITOLI ABILITATIVI VIGENTI

1) ATTIVITA' EDILIZIA LIBERA (AEL)

E' prevista dal c.1 art. 6 del DPR 380/2001. Riguarda in generale gli interventi di manutenzione ordinaria negli edifici e l'esercizio delle attività agricole. Nei casi in cui può essere attuata non è necessario alcun titolo abilitativo, è bene comunque ricordare che gli interventi da eseguire devono comunque rispettare gli strumenti urbanistici vigenti e le altre norme di settore relative ai lavori da effettuare (es. norme antisismiche, antincendio, vincoli, sicurezza, contenimento energetico, ecc.).

2) COMUNICAZIONE INIZIO LAVORI (CIL)

Chiamata da alcuni anche "Comunicazione inizio attività (CIA). Viene introdotta dal c.2 art.6 del DPR 380/2001. Riguarda in particolare interventi temporanei o modesti interventi di manutenzione che "impattano" sulla parte esterna degli immobili (pavimentazioni e finiture esterne, vasche di raccolta delle acque, pannelli solari e fotovoltaici). In tali casi è sufficiente una semplice comunicazione dell'avente titolo all'amministrazione comunale, senz'altra formalità.

3) COMUNICAZIONE INIZIO LAVORI ASSEVERATA (CILA)

E' definita dal combinato disposto dei commi 2 e 4 dell'at. 6 del DPR 380/2001. Vi sono alcuni casi infatti in cui la CIL non è più sufficiente, in quanto ad es. bisogna intervenire mediante interventi di manutenzione straordinaria (sempre che tali interventi di manutenzione straordinaria non riguardino le parti strutturali degli edifici, non comportino aumento delle unità immobiliari e non implichino incremento dei parametri urbanistici, altrimenti è necessaria la SCIA), ed in tal caso serve l'intervento di un tecnico abilitato che elabori un progetto ed "asseveri" sotto la propria responsabilità, che i lavori sono conformi agli strumenti urbanistici, ai regolamenti edilizi, alla normativa statale e regionale, alla normativa di settore, ecc.

Gli adempimenti previsti per tali comunicazioni, descritti al c.4 art.6 del DPR 380/2001, sono quasi identici a quelli previsti per la SCIA.

4) SEGNALAZIONE CERTIFICATA DI INIZIO ATTIVITA' (SCIA)

Con la modifica dell'art. 19 della L. 241/1990 (per mezzo del DL 78/2010 convertito nella L. 122/2010) si è sancito di sostituire in generale l'atto amministrativo della DIA con un nuovo atto, nell'ottica di semplificare la burocrazia, denominato SCIA.

Tale sostituzione tout-court anche in materia edilizia, lasciava però parecchi dubbi interpretativi ed operativi sulla sua applicabilità. Per fugare ogni dubbio e fornire i richiesti chiarimenti è intervenuto il DL 70/2011 convertito nella L. 106/2011 il quale, al c.2 lett. c) dell'art. 5, ha fornito una "interpretazione autentica" sulla reale portata della suddetta norma.

Con questa interpretazione autentica è stato sì confermato che la SCIA sostituisce la DIA anche in edilizia, ma si badi bene: non sempre.

Si è infatti statuito che detta sostituzione è valida per tutte le tipologie di intervento edilizio che erano esplicitamente soggette a DIA,  e NON anche per quelle tipologie di intervento in cui lo stesso DPR 380/2001, le altre leggi Statali o Regionali hanno previsto la possibilità di utilizzare la DIA in alternativa o in sostituzione al permesso di costruire (PDC).

Se infatti il titolo abilitativo "proprio" degli interventi da realizzare è il permesso di costruire (PDC), e l'utilizzo della DIA è solo, come dire, una "deroga", una possibile semplificazione del titolo proprio, allora in tali casi continua a valere la DIA che non può essere ulteriormente "semplificata" con la SCIA.

La DIA quindi non è stata eliminata dai titoli abilitativi vigenti: tale istituto continua  a valere e può essere applicato in tutti i casi di alternatività o sostituzione al PDC previsto sia dalle norme nazionali che da quelle regionali. Per il prosieguo conviene ricordare tale importante conclusione.

Per aiutarci a capire quali siano quindi gli interventi soggetti a SCIA, è necessario tenere ben presente che mentre sono stati puntualmente individualti gli interventi che devono essere realizzati con gli altri titoli abilitativi (Edilizia Libera, CIL, CILA, PDC) o che afferiscono alla DIA (alternatività o sostituzione del PDC nei casi previsti dalle norme statali e regionali), per quanto riguarda la SCIA non esiste un elenco altrettanto preciso e tassativo, può quindi affermarsi che: la SCIA ha sostituito la DIA (nei limiti sopra evidenziati) ed ha assunto carattere generale e residuale rispetto agli altri titoli abilitativi, pertanto bisogna ricorrere alla SCIA ogni qualvolta gli interventi edilizi da realizzare non appartengono all'edilizia libera e/o non sono stati assoggettati dalle leggi ad altri titoli abilitativi specifici.

A conferma di ciò, si ricorda quanto prescritto dall'art. 22 c. 1 del D.P.R. 380/01 , così come modificato dal DL 133/2014 (Sblocca Italia):

"1. Sono realizzabili mediante denuncia di inizio attività segnalazione certificata di inizio attività gli interventi non riconducibili all'elenco di cui all'articolo 10 (n.d.r. interventi subordinati a permesso di costruire) e all'articolo 6  ( n.d.r.  Attività edilizia libera) che siano conformi alle previsioni degli strumenti urbanistici, dei regolamenti edilizi e della disciplina urbanistico-edilizia vigente."

5) DENUNCIA DI INIZIO ATTIVITA' (DIA)

Richiamato quanto già espresso, motivato ed illustrato al punto precedente riferito alla SCIA, si ribadisce che la DIA è vigente e si può applicare in tutti i casi in cui le norme nazionali o regionali ne hanno previsto la sostituzione o l'alternatività al PDC.

A tal proposito si consideri che lo stesso Decreto Sblocca Italia prevede che in alcuni articoli del testo Unico dell'Edilizia (DPR 380/01) resti vigente l'istituto della DIA; infatti all'art. 17 c. 2 il decreto Sblocca Italia prescrive:

"2. Le espressioni «denuncia di inizio attivita'» ovunque ricorra nel decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380, ad eccezione degli articoli 22, 23 e 24, comma 3, e' sostituita dalla seguente: «segnalazione certificata di inizio attivita'».

Ciò significa che agli art. 22, 23 e 24, comma 3,  la DIA permane.

6) PERMESSO DI COSTRUIRE (PDC)

L'art. 10 del DPR 380/2001, stabilisce che in via ordinaria sono subordinati a permesso di costruire i seguenti interventi:

a) gli interventi di nuova costruzione;
b) gli interventi di ristrutturazione urbanistica;
c) gli interventi di ristrutturazione edilizia che portino ad un organismo edilizio in tutto o in parte diverso dal precedente e che comportino aumento di unità immobiliari, modifiche del volume, della sagoma, dei prospetti o delle superfici  modifiche della volumetria complessiva degli edifici o dei prospetti, ovvero che, limitatamente agli immobili compresi nelle zone omogenee A, comportino mutamenti della destinazione d’uso, nonché gli interventi che comportino modificazioni della sagoma di immobili sottoposti a vincoli ai sensi del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42 e successive modificazioni.
(aggiornato con art. 17, comma 1, lettera d), decreto-legge n. 133 del 2014)

7) PERMESSO DI COSTRUIRE CONVENZIONATO (PDCC)

Già presente in alcune norme regionali (es. Lombardia, Piemonte, Emilia Romagna) il Permesso di Costruire Convenzionato viene assunto a livello nazionale come ulteriore titolo abilitativo grazie all'introduzione nel Testo Unico del nuovo art. 28-bis  da parte dell'art. 17 c. 1 del Decreto Sblocca Italia.

I primi due commi del nuovo art. 28-bis del DPR 380/01 stabiliscono infatti che:

"1. Qualora le esigenze di urbanizzazione possano essere soddisfatte, sotto il controllo del Comune, con una modalità semplificata, è possibile il rilascio di un permesso di costruire convenzionato.

2. La convenzione specifica gli obblighi, funzionali al soddisfacimento di un interesse pubblico, che il soggetto attuatore si assume ai fini di poter conseguire il rilascio del titolo edilizio, il quale resta la fonte di regolamento degli interessi."

In pratica ed in maniera molto semplicistica, il permesso di costruire convenzionato cos'è ? Potremmo dire che il PDC Convenzionato è una via di mezzo tra un Piano Attuativo stabilito dallo Strumento Generale di Pianificazione Urbana (es. Piano Strutturale o Piano di Governo del Territorio in Lombardia) per un definito "Ambito di Trasformazione", ed il rilascio di un "automatico" permesso di costruire su singola proprietà privata.

Secondo tale nuova possibilità, infatti, l’attuazione degli interventi su lotti che necessitano di particolari e/o semplici opere di interesse pubblico si potranno effettuare mediante "Permesso di Costruire Convenzionato" nel rispetto, ad esempio, dei requisiti indicati nelle Norme Tecniche di attuazione dello Strumento Generale.

Le aree sulle quali sarà possibile procedere con il PDCC dovrebbero pertanto essere già individuate nello strumento generale di pianificazione, sia per una corretta, integrata e programmata pianificazione delle opere di interesse pubblico da realizzare sul territorio, sia per evitare "pericolose" discrezionalità nella richiesta dei titoli abilitativi da parte delle Amministrazioni Comunali. Nella convenzione da stipulare per ottenere il PdC Convenzionato, sarà ad es. possibile inserire delle compensazioni ambientali, cessioni di aree superiori agli standard, realizzazione di opere pubbliche a scomputo e non, ecc.; si capisce pertanto quanto sia importante avere a monte uno strumento urbanistico regolarmente approvato ed efficace che sancisca le aree soggette a PDCC.

La procedura per il rilascio del PDCC è la stessa di quella del "normale" permesso di costruire, tranne il fatto che all'interno del procedimento dovrà trovare spazio (... e soprattutto tempo) la fase di "negoziazione" con gli operatori per la definizione dettagliata dei contenuti della convenzione, nonchè la successiva necessaria approvazione della convenzione da parte del competente Organo Comunale.

Ma qual'è l'Organo Comunale che deve approvare la convenzione prima del rilascio del PDCC?

Ad avviso di chi scrive, nel silenzio della norma, si potrebbe ritenere che l'approvazione della convenzione possa avvenire in maniera analoga all'approvazione dei Piani Attuativi.

Nella Regione Lombardia, ad esempio, l'art. 14 c. 1 della L.R. 12/2005 stabilisce che "I piani attuativi e loro varianti, conformi alle previsioni degli atti di PGT, sono adottati dal Consiglio comunale nei comuni fino a 15.000 abitanti, ovvero dalla giunta comunale nei restanti comuni;"


 

La suddetta declaratoria è fondamentale, in quanto il regime giuridico e sanzionatorio di riferimento degli interventi è definito in base al titolo edilizio individuato in via ordinaria e non segue il regime dell'eventuale titolo edilizio che potrebbe essere utilizzato in alternativa, come ad es. la DIA in luogo del PDC. Tale concetto è ulteriormente e meglio precisato dal combinato disposto dei seguenti articoli del Testo Unico: art. 3 c. 2, art. 10 c. 3 ed art. 22 c. 4.

 

 PRONTUARIO DEI TITOLI EDILIZI

(aggiornato al 01/11/2014)

Di seguito la tabella, non esaustiva, degli interventi edilizi e dei relativi titoli abilitativi necessari.

LEGENDA:

AEL    : Attività Edilizia Libera

CIL    : Comunicazione Inizio Lavori

CILA  : Comunicazione Inizio Lavori Asseverata

SCIA  : Segnalazione Certificata Inizio Lavori

DIA   : Denuncia Inizio Attività

PDC  : Permesso Di Costruire

PDCC : Permesso di Costruire Convenzionato

Per la realizzazione di nuovi MANUFATTI (box, depositi, tettoie, porticati, sporgenze anche a copertura degli ingressi, ecc.): vedi tabella specifica successiva alla seguente (o clicca QUI)

 

INTERVENTO

 

ESEMPI

 

TITOLO ABILITATIVO

RIF. NORMATIVO

 

.......................................................

 

Interventi di manutenzione ordinaria

 

.......................................................

 - Tinteggiatura interni;

 - Sostituzione pavimentazioni interne;

 - Manutenzione scale interne;

 - Sostituzione sanitari;

 - Riparazione impianti elettrici e di riscaldamento;

 - Sostituzione caldaie;

 - Sostituzione serramenti interni (uguali o differenti dai preesistenti);

 - Installazione tende da sole, antenne televisive;

 - Installazione citofoni, videocitofoni, telecamere, impianti di allarme;

 - Manutenzione e riparazione di elementi esterni esistenti (qualora non richiedano o siano necessarie trascurabili opere murarie): ringhiere, parapetti, cancellate, recinzioni, muri di cinta, grondaie, canne fumarie, infissi, tegole e relative travatura di sostegno (non portanti), davanzali, cornicioni, intonaco facciate, lucernari, ecc.;

 - Riparazione impianti e vani ascensori, delle cabine e/o sostituzione delle stesse;

 - Manutenzione e riparazione cabina elettrica esistente;

 - Fognature private: riparazione e/o sostituzione delle canalizzazioni fognarie senza apportare modifiche al percorso o alle dimensioni delle tubazioni;

 - fori d'areazione obbligatori (es. per gas);

 - Riparazione impianto illuminazione condominiale;

 - Manutenzione pavimentazioni e scale esterne all'edificio;

 

 

 

......................................

 

 AEL

 art.6 c.1 lett. a) DPR 380/01

 

 

Interventi volti all’eliminazione di barriere architettoniche che non comportino la realizzazione di rampe o di ascensori esterni, ovvero di manufatti che alterino la sagoma dell’edificio

 

 

 

 AEL

 art.6 c.1 lett. b) DPR 380/01

 

 

 

Opere temporanee per attività di ricerca nel sottosuolo che abbiano carattere geognostico, ad esclusione di attività di ricerca di idrocarburi, e che siano eseguite in aree esterne al centro edificato

 

 

 

 AEL

 art.6 c.1 lett. c) DPR 380/01

 

 

Movimenti di terra strettamente pertinenti all’esercizio dell’attività agricola e le pratiche agro-silvo-pastorali, compresi gli interventi su impianti idraulici agrari

 

 

 

 AEL

 art.6 c.1 lett. d) DPR 380/01

 

 

Serre mobili stagionali, sprovviste di strutture in muratura, funzionali allo svolgimento dell’attività agricola

 

 

 

 AEL

 art.6 c.1 lett. e) DPR 380/01

 

 

Installazione dei depositi di gas di petrolio liquefatti di capacità complessiva non superiore a 13 mc

 

   

 

 AEL

art.17 D.Lgs. 128/2006

 

 

Opere dirette a soddisfare obiettive esigenze contingenti e temporanee e ad essere immediatamente rimosse al cessare della necessità e, comunque, entro un termine non superiore a novanta giorni

 

 

  - Chioschi, tensostrutture, bagni chimici, baracche, roulotte, tettoie, ecc. da rimuovere entro 90 gg. dalla loro posa, comunque collegate al suolo ed ai servizi e sottoservizi esistenti (es. baracche da cantiere con acqua potabile, energia elettrica e wc collegato alla fognatura: La precarietà di un manufatto edilizio non dipende dai materiali utilizzati o dal suo sistema di ancoraggio al suolo, bensì dall’uso al quale il manufatto stesso è destinato).

Nel caso di strutture effettivamente precarie, la cui permanenza debba eccedere i 90 gg. (es. baracche cantiere), dovendo escludere l'applicazione della CIL e non potendo annoverare dette strutture tra le "nuove costruzioni" per le quali necessita il PDC / DIA, per esclusione si dovranno considerare assoggettate a SCIA.

 

 

 CIL

art.6 c.2 lett. b) DPR 380/01

 

 

Opere di pavimentazione e di finitura di spazi esterni, anche per aree di sosta, che siano contenute entro l’indice di permeabilità, ove stabilito dallo strumento urbanistico comunale, ivi compresa la realizzazione di intercapedini interamente interrate e non accessibili, vasche di raccolta delle acque, locali tombati

 

 

  - Coibentazioni e impermeabilizzazioni delle superfici esterne;

 - Rifacimento o sostituzione delle pavimentazioni esterne esistenti, anche con materiali diversi da quelli preesistenti;

 - Realizzazione nuove pavimentazioni esterne, nel rispetto degli indici relativi alla superficie drenante imposta dagli strumenti urbanistici comunali;

 - Sostituzione di elementi esterni esistenti, con stessi materiali e tipologie  (in presenza di opere murarie) : ringhiere, parapetti, cancellate e recinzioni "leggere" (es. senza fondazioni e/o elementi portanti in C.A.), grondaie, canne fumarie, infissi, tegole e relative travature di sostegno (non portanti), davanzali, cornicioni, lucernari, ecc.; 

 - Rifacimento facciate esterne utilizzando materiali identici a quelli preesistenti;

- Tinteggiatura facciate esterne;

 

 

 

CIL

art.6 c.2 lett. c) DPR 380/01

 

 

Pannelli solari, fotovoltaici, a servizio degli edifici, da realizzare al di fuori della zona A) di cui al DM n. 1444 del 2/04/1968

 

 

 

 CIL

art.6 c.2 lett. d) DPR 380/01

 

 

Aree ludiche senza fini di lucro e gli elementi di arredo delle aree pertinenziali degli edifici

 

 

 - Installazione giochi bimbi nei giardini condominiali;

 

 

 CIL

art.6 c.2 lett. e) DPR 380/01

 

 

Manutenzione straordinaria, consistente nelle opere e modifiche necessarie per rinnovare e sostituire alcune parti non strutturali degli edifici, nonchè per realizzare ed integrare i servizi igienico-sanitari e tecnologici (sempre che non alterino la volumetria complessiva degli edifici i volumi e le superfici delle singole unità immobiliari e non comportino modifiche delle destinazioni di uso), ivi compresa l’apertura di porte interne o lo spostamento di pareti interne, sempre che non riguardino le parti strutturali dell’edificio, non comportino aumento del numero delle unità immobiliari e non implichino incremento dei parametri urbanistici (come ad es. incremento di slp)

Nell'ambito degli interventi di manutenzione straordinaria sono ricompresi anche quelli consistenti nel frazionamento o accorpamento delle unità immobiliari con esecuzione di opere anche se comportanti la variazione delle superfici delle singole unità immobiliari nonché del carico urbanistico purché non sia modificata la volumetria complessiva degli edifici e si mantenga l'originaria destinazione d'uso;

 

 - Rifacimento del rivestimento delle facciate esterne con modifiche rispetto alle caratteristiche preesistenti;

 - Modifiche interne alle unità immobiliari (senza aumento della slp complessiva) con eventuale accorpamento o frazionamento delle stesse;

 - Realizzazione nuove pareti divisorie;

 - Creazione nuovi servizi igienici e/o volumi tecnici all'interno della sagoma dell'edificio (senza aumento di slp complessiva);

 - Sostituzione con materiali diversi da quelli esistenti o realizzazione elementi e rivestimenti esterni: ringhiere, parapetti, grondaie, canne fumarie, infissi, tegole e relativa travatura di sostegno (purchè non venga coinvolta la struttura portante del tetto), davanzali, cornicioni, lucernari, ecc.;

 - Sostituzione recinzioni e cancellate "leggere" (es. senza fondazioni e/o elementi portanti in C.A.) aventi tipologia diversa da quella preesistenete;

- Manutenzione straordinaria di balconi e terrazzi che non comportano aumento di slp, e che non coinvolgono elementi strutturali degli edifici;

 - Fognature private: nuovi allacciamenti o rifacimento di fognature esistenti con modifiche del percorso e/o delle caratteristiche preesistenti;

 - Sostituzione integrale dell'impianto di illuminazione condominiale, anche con caratteristiche diverse da quello preesistente;

 - rifacimento completo di un servizio igienico compreso impianto idrico sanitario, impianto elettrico, sanitari, sottofondi, piastrelle, ecc.

 

 

 CILA

art.3 c.1 lett. b) e art.6 c.2 lett. a) DPR 380/01

 

 

Modifiche interne di carattere edilizio sulla superficie coperta dei fabbricati adibiti ad esercizio d’impresa, sempre che non riguardino le parti strutturali, ovvero modifiche della destinazione d’uso dei locali adibiti ad esercizio d’impresa

 

   

 

 CILA

art.6 c.2 lett. e-bis) DPR 380/01

 

 

Manutenzione straordinaria consistente nelle opere e modifiche necessarie per rinnovare e sostituire parti degli edifici che comprendono elementi strutturali degli stessi

 

 

 - Installazione nuovi ascensori e montacarichi, con struttura portante interna o esterna all'edificio;

 - Sostituzione recinzioni, cancellate e muri di cinta esistenti in presenza di fondazioni e/o elementi portanti in C.A., aventi tipologia uguale o diversa da quella preesistente;

 - Riparazione parti strutturali di scale esistenti interne e/o esterne all'edificio;

 -  Riparazione solette;

 

 

 SCIA

combinato disposto dell'art.3 c.1 lett. b), art.6 c.2 lett. a), art.6 c.4 DPR 380/01 (per esclusione di interventi)

 

 

Ristrutturazione edilizia c.d. "leggera" : interventi rivolti a trasformare gli organismi edilizi mediante un insieme sistematico di opere che possono portare ad un organismo edilizio in tutto o in parte diverso dal precedente. Tali interventi comprendono il ripristino o la sostituzione di alcuni elementi costitutivi dell'edificio, l’eliminazione, la modifica e l'inserimento di nuovi elementi ed impianti, purchè tali elementi non comportino aumento di unità immobiliari, modifiche di volume, dei prospetti (n.d.r. pur essendo consentita la modifica della sagoma, dal combinato disposto degli articoli di riferimento, diverse interpretazioni tendono a ritenere non modificabili i prospetti) o delle superfici, ovvero che, limitatamente agli immobili compresi nelle zone omogenee "A" (centri storici) non comportino mutamenti della destinazione d'uso. Nell’ambito degli interventi di ristrutturazione edilizia sono ricompresi anche quelli consistenti nella demolizione e ricostruzione con la stessa volumetria e sagoma di quello preesistente, fatte salve le sole innovazioni necessarie per l'adeguamento alla normativa antisismica nonché quelli volti al ripristino di edifici, o parti di essi, eventualmente crollati o demoliti, attraverso la loro ricostruzione, purché sia possibile accertarne la preesistente consistenza. Rimane fermo che, con riferimento agli immobili sottoposti a vincoli ai sensi del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42 e successive modificazioni, gli interventi di demolizione e ricostruzione e gli interventi di ripristino di edifici crollati o demoliti costituiscono interventi di ristrutturazione edilizia soltanto ove sia rispettata la medesima sagoma dell'edificio preesistente.

(n.d.r. Gli interventi di ristrutturazione sopra individuati, sono quelli diversi da quelli previsti dall'art. 10 c.1 lett. c) DPR 380/01 per i quali è invece previsto il permesso di costruire)

 

 

 - Creazione di una nuova unità immobiliare mediante fusione di due o più preesistenti;

 - Realizzazione di nuove scale interne e/o esterne che non comportino aumento di superficie complessiva dell'edificio;

  - Realizzazione nuovi balconi e terrazzi, ecc. che non comportino aumento di superficie complessiva dell'edificio;

- Sostituzione edilizia (demolizione e ricostruzione con la stessa volumetria, ma senza il rispetto della sagoma), purchè il nuovo edificio non comporti aumento di unità immobiliari, modifiche di volume o delle superfici complessive dell'edificio (a seguito dell'emanazione del DL 69/13 c.d. decreto del "fare", la demolizione e ricostruzione può avvenire senza più l'obbligo del rispetto della sagoma, tranne che nei casi di edifici sottoposti ai vincoli di cui al D.Lgs. 42/04);

  - Rifacimento tetto, compresa struttura portante dello stesso, anche con tipologia e forma diversa dall'esistente ma senza alterazione dei volumi;

 - Apertura in facciata di nuove porte, finestre esterne e lucernari;

 - Apertura nuovi passi carrai;

 - Realizzazione nuovo impianto di illuminazione esterno non ricadente su suolo inedificato;

 - Sostituzione solette;

 - Sostituzione scale esistenti interne e/o esterne all'edificio;

 - Demolizioni parziali o totali di edifici senza ricostruzione;

 - Manufatti (box, depositi, tettoie, porticati, sporgenze anche a copertura degli ingressi, ecc.): vedi tabella specifica successiva (o clicca QUI)

 

 

 SCIA

combinato disposto dell'art.3 c.1 lett. d) DPR 380/01 , dell'art.10 c.1 lett. c) e dell'art.22 c.1 DPR 380/01 (per esclusione di interventi)

 

 

Varianti a permessi di costruire che non incidono sui parametri urbanistici e sulle volumetrie, che non modificano la destinazione d'uso e la categoria edilizia, non alterano la sagoma dell'edificio qualora sottoposto a vincolo ai sensi del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42 e successive modificazioni e non violano le eventuali prescrizioni contenute nel permesso di costruire.

Sono realizzabili mediante segnalazione certificata d'inizio attività e comunicate a fine lavori con attestazione del professionista, le varianti a permessi di costruire che non configurano una variazione essenziale, a condizione che siano conformi alle prescrizioni urbanistico-edilizie e siano attuate dopo l'acquisizione degli eventuali atti di assenso prescritti dalla normativa sui vincoli paesaggistici, idrogeologici, ambientali, di tutela del patrimonio storico, artistico ed archeologico e dalle altre normative di settore.

 

 

 

 SCIA

art.22 c.2 e c. 2-bis DPR 380/01 

 

 

Restauro e risanamento conservativo: interventi edilizi rivolti a conservare l'organismo edilizio e ad assicurarne la funzionalità mediante un insieme sistematico di opere che, nel rispetto degli elementi tipologici, formali e strutturali dell'organismo stesso, ne consentano destinazioni d'uso con essi compatibili. Tali interventi comprendono il consolidamento, il ripristino e il rinnovo degli elementi costitutivi dell'edificio, l'inserimento degli elementi accessori e degli impianti richiesti dalle esigenze dell'uso, l'eliminazione degli elementi estranei all'organismo edilizio

 

 

 

 SCIA

combinato disposto dell'art.3 c.1 lett. c) e dell'art.22 c.1 DPR 380/01 (per esclusione di interventi)

 

 

Carattere generale e residuale della SCIA: interventi generici non appartenenti all'attività libera (AEL, CIL, CILA) e/o che non sono stati assoggettati dalle leggi nazionali e regionali ad altri titoli abilitativi specifici (DIA, PDC)

 

 

 - Realizzazione di cancellate e recinzioni non rientranti nel concetto di "nuova costruzione":

ossia quando conservano caratteristiche di precarietà che per natura e dimensioni rientrano tra le manifestazioni del diritto di proprietà  (TAR Lazio, sentenza n. 5276 del 27/05/2013);

- Nuove recinzioni, muri di cinta, cancellate (qualora NON determinino apprezzabili trasformazioni urbanistiche ed edilizie del territorio) (Consiglio di Stato sentenza n. 3408 del 4/07/2014);

- Nuovo muro di contenimento del terreno (con sole finalità di contenimento, se il dislivello non è stato creato artificialmente e se detto muro non supera in altezza il piano di campagna);

 - Chioschi, tensostrutture, bagni chimici, baracche, roulotte, tettoie, ecc. aventi carattere precario e temporaneo, la cui permanenza nel luogo di posa/installazione eccede i 90 gg. (es. baracche da cantiere) : il presente titolo viene stabilito per esclusione, non rientrando il caso in esame nè nella CIL nè nel PDC/DIA;

 - Demolizioni;

 - Pergolato su terrazzo con pannelli fotovoltaici (C.d.S sentenza 2134/15)

 

 

SCIA

art.22 c.1 DPR 380/01

 

 

Interventi definiti dalle regioni realizzabili con DIA alternativa o sostitutiva del PDC

 

 

  - REGIONE LOMBARDIA:

DIA in alternativa al PDC per tutti gli interventi di trasformazione urbanistica ed edilizia per i quali è previsto il pdc, tranne che per: a) interventi edificatori nelle aree destinate all'agricoltura; b) creazione di luoghi di culto o mutamento destinazione d'uso in tal senso; c) creazione di centri sociali o mutamento destinazione d'uso in tal senso; (c.1 art.41 LR 12/05)

 

 

DIA o PDC

art.22 c.4 DPR 380/01

 

 

Ristrutturazione edilizia c.d. "pesante" : interventi di ristrutturazione edilizia che portino ad un organismo edilizio in tutto o in parte diverso dal precedente e che comportino aumento di unità immobiliari, modifiche del volume, della sagoma, dei prospetti o delle superfici, ovvero che, limitatamente agli immobili compresi nelle zone omogenee "A", comportino mutamenti della destinazione d’uso, nonché gli interventi che comportino modificazioni della sagoma di immobili sottoposti a vincoli ai sensi del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42 e successive modificazioni

 

 

Demolizione e ricostruzione, qualora comporti aumento di unità immobiliari, e/o modifiche di volume e/o delle superfici (e non possa essere quindi catalogata come "sostituzione edilizia");

 

 - Creazione di nuove unità immobiliari mediante suddivisione di una preesistente;

 

 - Realizzazione di nuove scale interne e/o esterne che comportino aumento di slp complessiva;

 

- Realizzazione di nuovi balconi, terrazzi, ecc. che comportino o meno aumento di slp complessiva dell'edificio;

 

 - Realizzazione di soppalchi che comportino aumento di slp;

 

 - Manufatti (box, depositi, tettoie, porticati, sporgenze anche a copertura degli ingressi, ecc.): vedi tabella specifica successiva (o clicca QUI)

 

 - REGIONE LOMBARDIA: Recupero sottotetti esistenti (intervento classificato come "ristrutturazione edilizia" al c.2 art.64 LR 12/05)

 

 

 DIA o PDC

combinato disposto dell'art.10 c.1 lett. c) DPR 380/01  e dell'art.22 c.3 lett. a) DPR 380/01

 

 

Ristrutturazione urbanistica: interventi rivolti a sostituire l'esistente tessuto urbanistico-edilizio con altro diverso, mediante un insieme sistematico di interventi edilizi, anche con la modificazione del disegno dei lotti, degli isolati e della rete stradale

 

 

 

 DIA a condizione che gli interventi da effettuare siano disciplinati da piani ed accordi negoziali aventi valore di piano attuativo già approvato dal Consiglio Comunale, contenenti altresì le ulteriori e precise disposizioni richiamate all'art. 22 c.3 lett. b) del DPR 380/01

altrimenti:

PDC

art.10 c.1 lett. b) DPR 380/01 e art.22 c.3 lett. b) DPR 380/01

 

 

 Interventi di nuova costruzione (art.3 c.1 lett. e) DPR 380/01):

e.1) la costruzione di manufatti edilizi fuori terra o interrati, ovvero l'ampliamento di quelli esistenti all'esterno della sagoma esistente, fermo restando, per gli interventi pertinenziali, quanto previsto alla lettera e.6);
e.2) gli interventi di urbanizzazione primaria e secondaria realizzati da soggetti diversi dal Comune;
e.3) la realizzazione di infrastrutture e di impianti, anche per pubblici servizi, che comporti la trasformazione in via permanente di suolo inedificato;
e.4) l’installazione di torri e tralicci per impianti radio-ricetrasmittenti e di ripetitori per i servizi di telecomunicazione;
(punto da ritenersi abrogato implicitamente dagli articoli 87 e seguenti del decreto legislativo n. 259 del 2003)
e.5) l’installazione di manufatti leggeri, anche prefabbricati, e di strutture di qualsiasi genere, quali roulottes, campers, case mobili, imbarcazioni, che siano utilizzati come abitazioni, ambienti di lavoro, oppure come depositi, magazzini e simili, e che non siano diretti a soddisfare esigenze meramente temporanee 
e salvo che siano installati, con temporaneo ancoraggio al suolo, all'interno di strutture ricettive all'aperto, in conformità alla normativa regionale di settore, per la sosta ed il soggiorno dei turisti;
e.6) gli interventi pertinenziali che le norme tecniche degli strumenti urbanistici, in relazione alla zonizzazione e al pregio ambientale e paesaggistico delle aree, qualifichino come interventi di nuova costruzione (indipendentemente dal loro volume, quindi anche se inferiore al 20%), ovvero gli interventi pertinenziali rispetto ai quali non vi sia alcuna definizione di "nuova costruzione" nelle norme tecniche degli strumenti urbanistici, ma che comportino la realizzazione di un volume superiore al 20% del volume dell’edificio principale;
e.7) la realizzazione di depositi di merci o di materiali, la realizzazione di impianti per attività produttive all'aperto ove comportino l'esecuzione di lavori cui consegua la trasformazione permanente del suolo inedificato

 

 

- Rientrano nella casistica del punto e.1):

> realizzazione cabine elettriche;

> realizzazione di nuove cancellate e recinzioni che comportino la trasformazione in via permanente di suolo inedificato (ad es. in presenza di basamenti murari in c.a.);

> Manufatti (box, depositi, tettoie, porticati, sporgenze anche a copertura degli ingressi, ecc.): vedi tabella specifica successiva (o clicca QUI);

 

> Nuove recinzioni, muri di cinta, cancellate (qualora determinino apprezzabili trasformazioni urbanistiche ed edilizie del territorio) (Consiglio di Stato sentenza n. 3408 del 4/07/2014);

> Nuovo muro di contenimento del terreno (se il dislivello è stato creato artificialmente e/o se detto muro supera in altezza il piano di campagna);

 

 - Rientrano nella casistica del punto e.3):

> Impianti di illuminazione esterni se realizzati su suolo inedificato;

 

 - Rientrano nella casistica del punto e.5):

> Chioschi, tensostrutture, bagni chimici, baracche, roulotte, ecc. aventi carattere permanente, stagionale, periodico e comunque non temporaneo;

> realizzazione tettoie, gazebo, porticati, pensiline, strutture a falde aperte sui lati non producenti cubatura ma influenti sulla slp complessiva (con struttura portante in muratura, metallica, in legno, prefabbricata, ecc. e copertura in tegole o altro materiale) per ricovero attrezzi, materiale, auto, ecc., qualora non diversamente disciplinate dagli strumenti urbanistici comunali (es. manufatti leggeri con copertura in canniccio o telo di sup. max ... permessi in attività libera ) e/o non diretti a soddisfare esigenze meramente temporanee (N.B. le installazioni stagionali non sono temporanee: “… perché una struttura sia qualificata come precaria è necessario che la stessa sia destinata ad un uso specifico e temporalmente limitato del bene, mentre la stagionalità non esclude e, anzi, postula il soddisfacimento di interessi non occasionali e stabili nel tempo…..” Consiglio di Stato sez.4, sent. N.6615 del 22.12.07. La precarietà di un manufatto edilizio, pertanto non dipende dai materiali utilizzati o dal suo sistema di ancoraggio al suolo, bensì dall’uso al quale il manufatto stesso è destinato);

Per maggiori dettagli sulla realizzazione dei manufatti vedi tabella specifica successiva (o clicca QUI)

 

 

 

 

 DIA a condizione che si verifichi almeno uno dei seguenti casi:

a) che gli interventi da effettuare siano disciplinati da piani ed accordi negoziali aventi valore di piano attuativo già approvato dal Consiglio Comunale, contenenti altresì le ulteriori e precise disposizioni richiamate all'art. 22 c.3 lett. b) del DPR 380/01;

b) che siano in diretta esecuzione di strumenti urbanistici generali recanti precise disposizioni plano-volumetriche;

c) che sia stata prevista dalla regione la sostituzione del PDC con la DIA per le nuove costruzioni, indipendentemente dalle limitazioni di cui alle precedenti lettere a) e b) (come ad es. nel caso della Regione Lombardia)

 altrimenti:

PDC

art.10 c.1 lett. a) DPR 380/01 e art.22 c.3 lett. b) e c) DPR 380/01

 

 

Mutamamento dell'uso di immobili o di loro parti, connessi o non connessi a trasformazioni fisiche

 

 

  - REGIONE LOMBARDIA

a) Mutamenti destinazione d'uso senza realizzazione di opere edilizie: CIL (c.2 art.52 LR 12/05);

b) Mutamenti di destinazione d’uso, anche senza realizzazione di opere edilizie, finalizzati alla creazione di luoghi di culto e luoghi destinati a centri sociali: PDC (c.3-bis art. 52 LR 12/05);

c) Mutamenti destinazione d'uso con realizzazione di opere edilizie (non ricadente nel caso b) per il quale è necessario il PDC): il mutamento è insito nel titolo abilitativo necessario per i lavori da eseguire e qualora essi rientrino nella AEL, bisogna garantire almeno la CIL (combinato disposto degli artt. precedenti);

 

 

TITOLO ABILITATIVO STABILITO DALLE LEGGI REGIONALI

art.10 c.2 DPR 380/01

 

 

Torri e tralicci per impianti radio-ricetrasmittenti e di ripetitori per i servizi di telecomunicazione (destinati ad essere parte di una rete di infrastrutture

 

 

 

  - Installazione, modifica e adeguamento di: reti di telefonia mobile,  torri, tralicci, impianti radio-trasmittenti, ripetitori di servizi di comunicazione elettronica, stazioni radio base per reti di comunicazioni elettroniche mobili GSM ed UMTS, reti di diffusione dedicate alla televisione digitale terrestre, reti a radio-frequenza dedicate alle emergenze sanitarie ed alla protezione civile, reti radio a larga banda;

 

 

 

AUTORIZZAZIONE ai sensi dell'art. 87 D.Lgs. 259/2003 (codice delle comunicazioni elettroniche): detta autorizzazione assorbe qualsiasi altro titolo edilizio in virtù del principio di non duplicazione dei titoli autorizzaztori e di semplificazione procedimentale

 

 

 REALIZZAZIONE NUOVI MANUFATTI

 

Prestare attenzione al fatto che la casistica seguente è suddivisa in due "sezioni": manufatti pertinenziali  e non pertinenziali.

E' quindi importante approfondire qui la nozione di pertinenza.

L’articolo 817 del codice civile stabilisce che: “Sono pertinenze le cose destinate in modo durevole a servizio o ad ornamento di un’altra cosa. La destinazione può essere effettuata dal proprietario della cosa principale o da chi ha un diritto reale sulla medesima”.

in materia edilizia sono qualificabili come pertinenze solo le opere prive di autonoma destinazione e che esauriscano la loro finalità nel rapporto funzionale con l’edificio principale, così da non incidere sul carico urbanistico.

In tal senso si è espresso il Consiglio di Stato , sez. IV, con sentenza 08.08.2006 n° 4780 sulla base della quale è stata definita "pertinenza" anche la realizzazione di una piscina privata, rispetto alla quale ha osservato che:

"Trattasi all’evidenza, secondo la unanime rappresentazione che di tale opera è fatta, non di un’opera autonoma ma di una pertinenza dell’immobile già esistente, in quanto si intendono per pertinenze, ai sensi dell’art. 817 del codice civile, le cose destinate in modo durevole a servizio o ad ornamento di un’altra cosa.

E che una piscina, collocata in una proprietà privata e posta al servizio esclusivo della stessa, non abbia una sua autonomia immobiliare e sia invece destinata appunto a determinare un qualcosa che si pone al servizio dell’immobile principale è vicenda effettivamente abbastanza evidente."

Le opere costituenti pertinenze si distinguono dalle altre poiché possiedono tutte le caratteristiche che le collega al concetto di pertinenza edilizia, ovvero:
- un nesso oggettivo strumentale e funzionale con la cosa principale;
- il mancato possesso, per natura e struttura, di una pluralità di destinazioni;
- un carattere durevole;
- la non utilizzabilità economica in modo diverso;
- una ridotta dimensione;
- una individualità fisica e strutturale propria;
- l’accessione ad un edificio preesistente edificato;
- l’assenza di un autonomo valore di mercato.

 

 

PERTI-

NENZA

 

..........

 

 TIPOLOGIA 

 

 

..........................                            

    

UBICAZIONE 

 

 

............................  

 

PRESUPPOSTI

E

CONDIZIONI

...............................................................

 

TITOLO

ABILIT.

 

..................

  

    SI

 

Box, autorimesse, garage
  

 

1) sottosuolo degli edifici;

2) locali siti al piano terreno degli stessi;

3) sottosuolo aree pertinenziali esterne al fabbricato;   

                      

 

Disciplinati dalla Legge n. 122/1989 (Tognoli).

Indipendenti da altri presupposti e condizioni

 

 

 

SCIA

gratuita

(art.9 c.1 L.122/1989)

 

Altri manufatti (depositi, capanni e ripostigli per attrezzi, tettoie, porticati, sporgenze a copertura degli ingressi, strutture a falde aperte sui lati, cabine elettriche, lavanderia, locale caldaia, locale raccolta rifiuti, ecc.)           

     

 

Entro la sagoma dell'edificio

(compresi tettoie, porticati, sporgenze, ecc.)

 

Comportano aumento di slp? 

 

SI 

 

 DIA o PDC

(1)

 

 

 NO 

 

Interventi di manut. straord. che non coinvolgono parti strutturali (es. spostamento pareti interne) 

              

 

 CILA

(2)

 

 

Interventi di manut. straord. che coinvolgono anche parti strutturali  

                   

 

 SCIA

(3)

 

 

1) Nel sottosuolo degli edifici;

2) interrati su area esterna dell'edificio;

3) fuoriterra, esternamente alla sagoma del fabbricato;

 

 

Manufatto qualificato come "nuova costruzione" dallo strumento urbanistico?   

    

 

SI 

 

 PDC

(art.3 c.1 lett. e.6) DPR 380/01)

 

 

 NO

 > 20%

del volume dell'edificio principale

 

 

 PDC

(art.3 c.1 lett. e.6) DPR 380/01)

 < 20%

del volume dell'edificio principale

 

 

 SCIA

(4)

 

     

   NO

 

Box, autorimesse, garage, ed altri manufatti (depositi, capanni e ripostigli per attrezzi, tettoie, porticati, sporgenze a copertura degli ingressi, strutture a falde aperte sui lati, cabine elettriche, lavanderia, locale caldaia, locale raccolta rifiuti, ecc.) 

 

 

Entro la sagoma dell'edificio

(compresi tettoie, porticati, sporgenze, ecc.)

 

Comportano aumento di slp?

 

 

 SI 

 

 

 

 DIA o PDC

(1)

 

 

   NO    

 

 Interventi di manut. straord. che non coinvolgono parti strutturali (es. spostamento pareti interne)

 

 

 CILA

(5)

 

 

  Interventi di manut. straord. che coinvolgono anche parti strutturali

 

 

 

 

 SCIA

(3)

 

 

1) Nel sottosuolo degli edifici;

2) interrati su area esterna dell'edificio;

3) fuoriterra, esternamente alla sagoma del fabbricato;

 

 
 Manufatto realizzato nell'ambito di una ristrutturazione o comunque comportante la modifica della sagoma  dell'edificio (box affiancato all'edificio, locale lavanderia collegato all'edificio, ecc.)

 

 

 

 DIA o PDC

(1)

 

 

Manufatto realizzato su area di pertinenza dell'edificio e non collegato fisicamente ad esso (es. box, deposito, ecc.)

 

 

 PDC

(6)

 

 

(1) : DIA o PDC : Ristrutt. edilizia c.d. "pesante": combinato disposto dell'art.10 c.1 lett. c) DPR 380/01 (aggiornato dall'art.30 c.1 lett. c) DL 69/2013) e dell'art.22 c.3 lett. a) DPR 380/01;

(2) CILA : Manut. straord. art.3 c.1 lett. b) e art.6 c.2 lett. a) DPR 380/01);

(3) SCIA : Ristrutt. edilizia c.d. "leggera": combinato disposto dell'art.3 c.1 lett. d) DPR 380/01 (aggiornato con art.30 c.1 lett. a) DL  69/2013), dell'art.10 c.1 lett. c) e dell'art.22 c.1 DPR 380/01 (per esclusione di interventi);

(4) SCIA : In quanto non qualificato come intervento di nuova costruzione in base all'art.3 c.1 lett. e.6) del DPR 380/01, quindi non soggetto a PDC ma a DIA quale titolo proprio e pertanto sostituto con SCIA dal DL 78/2010 convertito nella L. 122/2010;

(5) CILA : Manut. straord. art.3 c.1 lett. b) e art.6 c.2 lett. a) DPR 380/01

(6) PDC : art.3 c.1 lett. e.1) e/o lett. e.5) DPR 380/01

 

 

 

 

Commenti   

 
-1 # Spostamento cabina elettrica enelOrnella 2017-05-23 09:26
Salve, per lo spostamento di una cabina elettrica enel (demolizione e ricostruzione) che titolo abilitativo serve? Permesso di costruire?
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+2 # frazionamento u.i.FAUSTO 2015-11-25 14:45
In un comune privo di prg e piano di fabbricazione, avente la sola "perimetrazione urbana", è sempre possibile frazionare una unità immobiliare (visto che oggi rientra nella manutenzione straordinaria) ?
ci possono essere impedimenti come l'eventuale monetizzazione dei parcheggi ?
grazie
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+3 # GEOMETRAFAUSTO 2015-11-25 14:41
In comuni privi di prg e piano di fabbricazione, aventi la sola "perimetrazione urbana", a seguito del decreto Sblocca Italia è possibile frazionare una unità immobiliare (visto che è manutenzione straordinaria) ?
ci sono impedimenti come la eventuale monetizzazione dei parcheggi ?
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-4 # soffittaantonio81 2015-11-19 12:22
per la realizzazione di una soffitta e precisamente con falda a quota minima e massima che non superi i 2.20mt, c'è bisogno del permesso di costruire o è necessario solo una denuncia inizio attività
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+3 # Nuova piscina privataSusy 2015-09-19 21:22
quale titolo occorre per costruirla?
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+2 # Nuova piscina privataComi 2015-09-20 05:35
Ferme restando eventuali leggi regionali che disciplinino diversamente, in base alla sentenza del Consiglio di Stato , sez. IV, del 08.08.2006 n° 4780 (vedi parte finale del prontuario soprastante), la piscina è da considerarsi pertinenza dell'edificio, interrata su area esterna allo stesso e nuova costruzione, quindi è soggetta a PdC.
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+3 # PDCCPino 2015-06-16 14:56
Qualcuno mi sa indicare dove posso trovare un PDCC e relativa convenzione possibilmente utilizzato in deroga ad un PUA
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+2 # utente privatotiziano 2015-06-14 06:06
salve
ho posizionato nel 2005 nel mio giardino ( in aperta campagna ) una casetta in legno per ricovero attrezzi di m2,5x3x2,20 ora il vicino ha fatto un esposto in comune il quale attraverso i vigili dopo aver fatto un sopralluogo ha emesso un'ordinanza di demolizione per opera abusiva-preciso che il regolamento comunale non prevedere nulla e il posizionamento del manufatto non è normato.come posso difendermi???gr azie
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+3 # casetta in legnoComi 2015-06-14 07:22
la "casetta" è solo poggiata sul terreno? è collegata a qualche servizio (acqua, luce, ecc.)? Possibile che il Regolamento Edilizio o il Piano Regolatore Generale non prevedano alcuna norma riguardo i manufatti accessori ?
La invito inoltre a postare il suo quesito nel forum del sito, affinchè si possa discutere in maniera più approfondita dell'argomento.
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-2 # geometraroberto 2015-05-20 12:51
buongiorno! con lo "sbloccaitalia" per una sostituzione del manto di copertura con uno delle stesse caratteristiche e materiali, senza intaccare le parti portanti, non ci vuole nessuna comunicazione?
grazie!
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+4 # sostituzione manto coperturaComi 2015-05-20 13:26
La tabella soprastante, completa di esempi, è aggiornata allo SBLOCCA ITALIA.
Da tale tabella è possibile ricavare che per la lavorazione da lei indicata (sostituzione del manto di copertura con identici caratteristiche e materiali, senza intaccare le parti strutturali della stessa copertura) è sufficiente una Comunicazione di Inizio Lavori (CIL): ma questa è obbligatoria.
Cordiali saluti.
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+2 # Cappotto esterno per una casa di Restauro e Risanamento ConservativoAngela 2015-05-05 22:28
Salve, vorrei sapere per la ristrutturazion e di una casa di Restauro e Risanamento Conservativo ( che a dire la verità non ha niente di Restauro Conservativo perché non ha niente di importante ) di mettere un cappotto esterno dato che la casa viene tutta intonacata. Esiste un decreto o una norma che dice di poterla mettere? Se la metto al interno l'ambiente viene ridotto molto dato che i spazi non sono abbastanza grandi! Grazie in anticipo! :-)
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-4 # DL69_2013-ripri stino di edifici e reale applicabilitàIng_Gabriele 2015-04-02 15:29
Buonasera,

vorrei avere delucidazioni, il tema è il ripristino di edifici crollati, in regione Toscana.
Nel 2013 è stato introdotto nel concetto di ristrutturazion e edilizia dal D.L.69/2013, modificando l'art. 3 comma 1 lett d) del DPR 380/2001.

Con L.R.65/2014 la Regione Toscana ha recepito tale tipologia di intervento, nell'art.134 comma1, salvo specificare nell'art.79 che per essere attuato nelle zone E (è questo il caso) deve essere espressamente previsto dai regolamenti comunali. Ovviamente nel RU non è contemplato (non esisteva all'epoca di approvazione) ne tanto meno nel PS.
Questo comporterebbe una revisione del PS e successivamente del RU. Praticamente 10 anni. Possibile che si debba aspetatre 10 anni prima di poter applicare il DL "Del Fare" e ricostruire un rudere ??? (documentato)
Grazie
Gabriele
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+2 # Detrazione 65% senza titolo abitativoAndrea RM 2015-01-24 15:07
Salve a tutti, mi trovo con una situazione che è la seguente:

un cliente mi ha chiesto di occuparmi di una detrazione fiscale del 65% per riqualificazion e energetica in quanto ha eseguito interventi di isolamento termico del tetto piano (tetto ventilato tramite pannelli prefabbricati) e cappotto termico su parete interna in una camera e su parete esterna in un'altra.... il problema è che all'inizio dei lavori non ha richiesto alcun titolo autorizzativo al Municipio di appartenenza... . come fare???? grazie
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+3 # impiegatoSandro 2015-01-18 11:43
Un'altra cosa..le modifiche di prospetto su spazi interni/privati quindi che non danno sulla via pubblica sono equiparabili a modifiche interne?? Quindi basta una semplice cila o serve il PdC o scia?
Grazie
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0 # Finiture e sanatoriaComi 2015-01-24 23:19
Non conoscendo il caso specifico, le rispondo in base ai principi ed alle norme generali che regolano la materia.
Se la “piccola sanatoria” di cui parla comporta un aumento di SLP (Superficie Lorda di Pavimento) e quindi di volumetria, il Contributo di costruzione e cioè gli oneri di urbanizzazione primaria, secondaria e costo di costruzione, vanno pagati per la parte da sanare, oltre ovviamente alla penale per aver costruito in assenza di titolo edilizio.
Per quanto riguarda le modifiche al prospetto, indipendentemen te dal fatto che le modifiche siano rivolte verso uno spazio interno/privato , il titolo edilizio idoneo dovrebbe essere la SCIA (in base al combinato disposto dell'art.3 c.1 lett. d) DPR 380/01 , dell'art.10 c.1 lett. c) e dell'art.22 c.1 DPR 380/01 - per esclusione di interventi).
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+2 # impiegatoSandro 2015-01-17 14:02
I miei sono proprietari di un appartamento al primo piano allo stato grezzo (senza finiture), realizzato con regolare Concessione Edilizia nel 1978. Ora vorrei ultimare detto appartamento realizzando tutte le finitura necessarie presentando al Comune Permesso di Costruire dovendo eseguire anche una piccola sanatoria, il frazionamento in due piccoli appartamentini, piccole modifiche interne e delle modifiche di prospetto. Ora il mio tecnico mi diceva che probabilmente dovrò pagare gli oneri di urbanizzazione nonostante siano stati regolarmente già pagati all’epoca del rilascio della suddetta C.E. del 1978. Possibile??? Ho anche fatto una ricerca su internet ma non trovo nessun riferimento legislativo né nazionale né regionale (Puglia).grazie anticipatamente
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+1 # architettodavide2 2015-01-09 15:53
in appartamenti acquistati in edilizia convenzionata è possibile intervenire aumentando la SLP originaria?
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+1 # IMMOBILE VINCOLATOANNA 2014-12-29 14:47
SALVE SU IMMOBILE VINCOLATO ,IL COSTRUTTORE HA EFFETTUATO DELLE OPERE DIVERSE DA QUELLE DI PROGETTO. IL COMUNE FA IL CONFRONTO CON PIANTINA CATASTALE PRECEDENTE AL PROGETTO, E LE OPERE GIA' ACCATASTATE MA PARE SENZA PERMESSO . INEFFETTI LAMENTA APERUTA VANI PORTA IN MURATURA DI SPINA (PARE PORTANTE). HO OTTENUTO UN PARERE FAVOREVOLE DALL'ENTE SOPRINTENDENZA, FATTO UNA DIA IN SANATORIA , MA LORO RITENGONO OPERE DI RISTRUTTURAZION E EDILIZIA NON EFFETTUABILE SENCONDO IL LORO PRG SU BENI VINCOLATI. INOLTRE BISOGENREBEB AVERE IL PDC E NON DIA IN SANATORIA. POTETE FARMI CAPIRE SE E' DAVVERO COSI?
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0 # Immobile vincolatoComi 2015-01-10 10:18
Le norme del PRG che disciplinano l'attività edilizia sul proprio territorio, vanno rispettate indipendentemen te dal fatto che altri enti (come la Soprintendenza) abbiano espresso parere favorevole all'esecuzione di determinate lavorazioni. Gli interessi perseguiti potrebbero essere diversi. In altre parole, è diritto del Comune imporre condizioni più restrittive ed individuare le lavorazioni assentite nelle varie zone del territorio o su particolari categorie di immobili, attraverso i propri strumenti urbanistici ed edilizi (PRG, Regolamento Edilizio, ecc.)
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+1 # Cappotto esternoEnrico 2014-12-23 22:24
Salve, secondo Lei, l'esecuzione di opere di coibentazione tramite realizzazione di un cappotto all'esterno del fabbricato, possono essere assentite con una SCIA o è necessario una DIA/PdC? Io opterei per la SCIA, ma mi piacerebbe avere un suo parere.
Nel frattempo le porgo i miei più cordiali auguri di Buon Natal.
Enrico
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0 # Cappotto esternoComi 2014-12-24 16:03
Buongiorno,
a mio avviso il dubbio si pone sull'utilizzo della CILA o della SCIA, escludendo con convinzione la DIA/PDC. L'intervento è infatti una manutenzione straordinaria consistente nelle opere e modifiche necessarie per rinnovare e sostituire alcune parti non strutturali degli edifici, realizzabile con CILA. Se l'ufficio tecnico del comune intende assumere una posizione più "cautelativa" credo che al massimo potrà chiederle una SCIA.
Buon Natale.
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+1 # ComplimentiEnrico 2014-12-12 12:36
Da, credo "collega" Tecnico Comunale, devo farle i complimenti per il lavoro. Una grande pazianza per raccogliere tutte le informazioni ed un'ottima esposizione delle informazioni, decisamente molto chiara.
Un po' mi conforta sapere che non sono il solo a perder del tempo anche solo a capire quale titolo abilitativo usare per fare un intervento.
Grazie ancora.
Enrico
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0 # Titoli abilitativiComi 2014-12-13 08:25
Grazie.
Confermo di essere un "collega".
Evidenzio che sono inoltre gradite segnalazioni e nuove casistiche (debitamente accertate) per completare e mantenere aggiornato il suddetto elenco.
Cordiali saluti.
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+3 # sciagabriele 2014-11-04 10:30
salve, vorrei avere un chiarimento se fosse possibile:

ma se la ristrutturazion e edilizia leggera ( per cui è suff. una Scia) impedisce la modifica dei prospetti come è possibile che fra gli interventi in esempio ci sia il seguente :" Apertura in facciata di nuove porte, finestre esterne e lucernari"???

l'apertura di una finestra non è forse la modifica di un prospetto??

grazie per il prezioso lavoro svolto ( che dovrebbe fare la regione)
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-1 # SCIAIng. Comi 2014-11-05 15:45
Per dovere di completezza di informazione ho riportato l'interpretazio ne di autorevoli cultori della materia che in più occasioni hanno ribadito l'immutabilità dei prospetti con possibilità, però, di modifica della sagoma.
Nella mia semplicità non riesco a trovare la congruenza di tale affermazione e quindi mi trovo d'accordo con Lei.
Considerato che nel caos generale della corretta individuazione dei titoli abilitativi è inevitabile che si insinuino personali interpretazioni , le posso solo rispondere che in qualità di responsabile di un ufficio tecnico comunale ritengo che se è possibile modificare la sagoma inevitabilmente non possono che modificarsi anche i prospetti ed in tal caso non possono che assentirsi anche le aperture in facciata di porte, finestre, ecc..
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0 # perito edilerenato 2014-07-07 13:14
nel caso di un appartamento su due livelli ,è stato eseguito lo spostamento della scala di comunicazione tra i due livelli ,è possibile sanare con la CILA a sanatoria?
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